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Chi siamo

Nato come movimento spontaneo intorno agli studi realizzati dal ricercatore della Cornell University, “Be4eat- La voce di T. Colin Campbell in Europa” è oggi un movimento in forte crescita.

Il seguito ogni giorno più grande di migliaia di persone al sito dedicato e al blog di notizie connesso (www.niclapress.com) fa intendere che gli argomenti trattati sono di grandissima attualità e di innovazione nel campo della salute.

Affiancano Be4Eat medici specialisti, esperti della nutrizione e ricercatori universitari italiani che svolgono un ruolo chiave nella diffusione e nella pratica degli insegnamenti dello scienziato americano e della medicina complementare, ponendo al centro del loro approccio professionale l’alimentazione a base vegetale e gli stili di vita salubri.

L’informazione e la formazione per l’utilizzo delle nozioni ricevute sono il focus fondamentale di questa associazione che rimane, ad oggi, una delle prime realtà ufficialmente supportate da T. Colin Campbell.

 

 

L’Italia infatti è stata, grazie a Be4eat, tra i primi paesi ad aver ottenuto una collaborazione attiva con lo scienziato americano, con l'obiettivo ambizionso di diffondere e sostenere le ricerche in atto in questo campo, facendo da ponte con l’America alle tante realtà, enti, aziende ed associazioni di qualità già avviate nella nostra Penisola.

Da qui l’obiettivo principale di Be4eat che vede nell'organizzazione di giornate formative, incontri di studio e sessioni di approfondimento l’occasione fondamentale per quanti (professionisti o meno) vogliono investigare lo stato delle evidenze scientifiche sul tema, invitando personalità nazionali ed internazionali al riguardo per avviare una discussione seria e costruttiva sulle reali possibilità di applicazione in Italia e in Europa.  

Dare il via a tutto questo, come ovvio, non è stato facile.

“Ricordo ancora - scrive Nicla Signorelli, ideatrice di Be4eat- quando meno di tre anni fa mio marito Marco, varcando la soglia di casa con in mano la traduzione italiana del The China Study, mi ha suggerito che in quelle pagine avremmo trovato la soluzione a tutte le preoccupazioni sulla salute dataci da nostro figlio più piccolo, il quarto, che allora aveva solo 10 mesi.

Da quella prima lettura del monumentale studio di Campbell al rapporto di fiducia siglato con lui lo scorso novembre, a Vicenza, a seguito dell’organizzazione di più seminari di alta qualità e una fitta rete di collaboratori, medici, esperti, ricercatori e semplici persone che seguono nel nostro Paese il suo messaggio, di strada se ne è fatta. Eppure la vera spinta che ci ha fatto partire in questa grande avventura non è mai cambiata: volevamo capire.

Volevamo sapere perché ci ammaliamo così tanto. Perché i nostri cari, i nostri figli, passano il più della volte da un ricovero ad un altro, da una cura ad un’altra, senza avere una vera e propria diagnosi o un beneficio reale. Volevamo conoscere i passi necessari ad una prevenzione veramente possibile dalla malattie che più ci fanno paura e che minacciano in modo sempre più allarmante rispetto un tempo i nostri figli, come tumori, cardiopatie, diabete e tante delle nuove malattie autoimmuni che lasciano ancora senza risposte gli esperti. Avevamo bisogno di apprendere che la salute non è mera fortuna e che qualcosa, invece, possiamo fare di veramente concreto per conservarla o addirittura per invertirne il decorso qualora possibile. Un qualcosa che di fatto non costa soldi, non richiede interventi, non presuppone alcuna somministrazione di sostanze e non presenta alcun effetto collaterale.

Tutto questo io e mio marito, quella lontana sera di tre anni fa, l’abbiamo chiesto e sognato. Oggi questa realtà c’è ed esiste. Ed vicino a casa tua”.