Sostituzione dei pasti · Ricerca e vita quotidiana

Sostitutivi dei pasti e peso: due pasti al giorno dentro un percorso. Che cosa mostrano gli studi

28 ottobre 2026 · 10 minuti di lettura · B4E-023

Se pensi che per perdere peso dovrai avere fame, contare tutto e trasformare ogni pasto in un problema, capisco perché venga voglia di lasciar perdere.

Donna con un preparato nutrizionale, alimenti vegetali e scene simboliche di cucina, movimento e sostegno fra persone.
Immagine concettuale generata con AI: non raffigura partecipanti agli studi né la composizione o le porzioni di un protocollo clinico.
In questo articoloDue pasti possono semplificare la giornata: che cosa ha studiato la ricerca?Quando la sostituzione diventa totale, cambiano anche gli obiettiviIl parallelismo con i percorsi Be4EatFonti per approfondire

Io ero capace di mangiare due costate nella stessa sera, dopo i bigoli al ragù.

A me piace mangiare, e proprio per questo mi interessano le strategie che possono rendere il cambiamento più praticabile nella vita vera.

In questo articolo voglio mostrarti alcune ricerche scientifiche interessanti sui sostitutivi dei pasti e spiegarti perché il collegamento con i percorsi Be4Eat merita attenzione.

I percorsi Be4Eat utilizzano infatti una strategia sostenuta dalla ricerca sui sostitutivi dei pasti, affiancata da educazione alimentare e accompagnamento.

Quando viene utilizzata la fase di sostituzione, vengono sostituiti due pasti al giorno mentre il percorso continua con materiali, diario, Guide, incontri, cucina, spesa e organizzazione quotidiana.

Ma ci permettono di capire perché usare dei sostitutivi dentro un percorso organizzato è molto diverso dal pensare che basti comprare un prodotto.

Due pasti possono semplificare la giornata: che cosa ha studiato la ricerca?

Un pasto sostitutivo è pensato per prendere il posto di un pasto con composizione e preparazione definite.

Un integratore alimentare, invece, aggiunge nutrienti o altre sostanze alla dieta e non diventa automaticamente un pasto sostitutivo.

Nella sostituzione parziale vengono sostituiti alcuni pasti, mentre gli altri rimangono costruiti con alimenti comuni.

Nella sostituzione totale, invece, per un periodo quasi tutta o tutta l’alimentazione prevista dal protocollo viene fornita attraverso formule specifiche.

Un esempio è lo studio scientifico DiRECT, condotto su persone con diabete di tipo 2, che prevedeva inizialmente una sostituzione totale dell’alimentazione seguita dalla reintroduzione del cibo e dalla prosecuzione del programma.

DiRECT rispondeva quindi a una domanda diversa da quella dei due pasti sostituiti che ci interessa qui.

Per capire che cosa sappiamo sulla sostituzione parziale, nel 2019 i ricercatori Astbury e colleghi hanno riunito 23 studi randomizzati sui sostitutivi dei pasti nel sovrappeso e nell’obesità.

“Randomizzati” significa che le persone venivano assegnate casualmente ai gruppi da confrontare, così da rendere più affidabile il confronto.

La revisione escludeva la sostituzione totale e le diete sotto le 800 calorie al giorno.

Nei confronti in cui i due gruppi ricevevano un supporto simile, a un anno i programmi con sostitutivi mostravano una perdita di peso mediamente maggiore di 2,22 kg.

In pratica, il gruppo che utilizzava anche i sostitutivi perdeva mediamente 2,22 kg in più rispetto al gruppo di confronto, non significa che ogni persona perdesse esattamente quella quantità.

Gli studi erano diversi per modalità e qualità, ma nel complesso sostenevano la sostituzione parziale come strumento utile dentro programmi strutturati.

A questo punto possiamo avvicinarci ancora di più alla domanda dei due pasti.

I ricercatori Halle e colleghi, nello studio scientifico ACOORH, coinvolsero 463 adulti con sovrappeso o obesità e rischio metabolico.

Per rischio metabolico intendiamo la presenza di condizioni come pressione, glicemia o grassi nel sangue alterati, senza che ogni persona debba avere tutti questi problemi.

I ricercatori Wang e colleghi studiarono invece 153 adulti con sovrappeso o obesità, senza diabete, ipertensione o gotta.

Quindi i due studi partivano da persone diverse, pur comprendendo entrambi una strategia con due pasti sostituiti.

Anche il modo di utilizzare i sostitutivi era diverso.

In ACOORH il gruppo con formula sostituiva tre pasti nella prima settimana, due pasti nelle tre settimane successive e uno dalla quinta alla ventiseiesima.

L’apporto previsto era di circa 1.200 calorie al giorno nella prima settimana e 1.300–1.500 nelle fasi successive.

Nello studio di Wang, invece, tutti mantenevano due sostituzioni al giorno per 16 settimane.

Un gruppo sostituiva colazione e pranzo, mentre l’altro sostituiva colazione e cena.

Cambiava anche il confronto che i ricercatori potevano fare.

In ACOORH entrambi i gruppi ricevevano un intervento sullo stile di vita, con alimentazione, movimento e monitoraggio di peso e attività fisica.

La formula veniva aggiunta soltanto in uno dei due gruppi, quindi era possibile confrontare il programma con formula con lo stesso intervento senza formula.

Nello studio di Wang, invece, tutti utilizzavano sostitutivi e il confronto riguardava l’orario dei pasti.

Solo dopo aver capito questa differenza i numeri diventano davvero comprensibili.

Nell’analisi che manteneva le persone nel gruppo assegnato all’inizio, a 52 settimane ACOORH stimava un calo maggiore di peso di 1,8 kg nel gruppo con formula rispetto al gruppo senza formula.

Quegli 1,8 kg rappresentano quindi la differenza nel calo fra i due gruppi, non il peso finale e nemmeno la perdita totale delle singole persone.

Al controllo conclusivo era arrivato circa il 68% dei partecipanti, un limite importante da conoscere quando valutiamo lo studio.

Nel lavoro di Wang, considerando insieme i partecipanti analizzati, il calo medio era invece di 5,1 kg.

Il 51,6% aveva perso almeno il 5% del peso iniziale.

Per visualizzare che cosa significa, il 5% di 100 kg corrisponde a 5 kg, ed è soltanto un esempio matematico, non la promessa di un risultato individuale.

I risultati fra i due diversi orari erano simili.

I 5,1 kg di Wang descrivono quindi il calo medio osservato fra persone che utilizzavano tutte due sostitutivi, mentre gli 1,8 kg di ACOORH descrivono una differenza tra gruppi con e senza formula.

Le due ricerche rispondono a domande diverse, ma rendono molto concreta una cosa: una strategia con due pasti sostituiti è stata realmente inserita in programmi studiati per la gestione del peso.

Immagina una giornata in cui due pasti sono già organizzati e proprio nei momenti più caotici hai due decisioni in meno da prendere.

Rimane però tutto quello che succede intorno: la spesa, la cena, gli imprevisti e il modo in cui mangerai quando quella struttura cambierà.

Quando la sostituzione diventa totale, cambiano anche gli obiettivi

Lo studio scientifico DROPLET, condotto dai ricercatori Astbury e colleghi, coinvolse 278 adulti con obesità.

Lo studio scientifico DIADEM-I, dei ricercatori Taheri e colleghi, assegnò casualmente ai gruppi 158 persone fra 18 e 50 anni e ne comprese 147 nell’analisi.

DIADEM-I fu condotto in Qatar su persone originarie del Medio Oriente e del Nord Africa con diabete di tipo 2 diagnosticato da non più di tre anni.

Le persone studiate e le domande scientifiche erano quindi diverse.

DROPLET era centrato sulla perdita di peso nelle persone con obesità.

DIADEM-I valutava anche la remissione del diabete di tipo 2.

Entrambi utilizzavano però inizialmente la sostituzione totale, seguita da una fase di ritorno progressivo agli alimenti.

In DROPLET la sostituzione totale durava otto settimane con circa 810 calorie al giorno.

Seguivano quattro settimane di reintroduzione alimentare e incontri di supporto.

In DIADEM-I la sostituzione totale durava invece dodici settimane con circa 800–820 calorie al giorno.

Seguivano altre dodici settimane di reintroduzione del cibo, movimento, supporto e supervisione clinica.

A un anno, in DROPLET, la perdita media era di 10,7 kg nel gruppo intensivo e di 3,1 kg nell’assistenza abituale.

Questo significa che il programma intensivo aveva prodotto, in media, una riduzione di peso molto maggiore rispetto alle cure abituali, senza permetterci di attribuire quel risultato a una sola componente del programma.

Il peso era disponibile al controllo annuale per circa il 73% dei partecipanti.

DIADEM-I misurava invece anche quante persone raggiungevano la remissione del diabete.

A un anno la remissione era stata osservata nel 61% del gruppo intensivo e nel 12% del gruppo di controllo.

La remissione richiedeva un’HbA1c sotto il 6,5% per almeno tre mesi senza farmaci per il diabete.

L’HbA1c, o emoglobina glicata, indica com’è andata mediamente la glicemia nei mesi precedenti.

Quindi il 61% non indica semplicemente quante persone fossero dimagrite, ma quante avessero raggiunto quella precisa condizione clinica prevista dallo studio.

DROPLET permette inoltre di vedere che cosa accadde più avanti.

Nel controllo a tre anni dall’inizio dello studio il vantaggio sul peso era ancora presente, ma si era verificato un importante recupero del peso perso.

Questi risultati appartengono ai programmi completi studiati, con le loro diverse fasi e modalità di supporto, e non isolano l’effetto di una singola componente.

Ci mostrano però quanto sia diverso valutare un prodotto da solo rispetto a studiare un programma che si sviluppa nel tempo.

Il parallelismo con i percorsi Be4Eat

Persone che cucinano e conversano, con legumi, cereali integrali, verdure e un diario bianco sul tavolo.
Immagine concettuale generata con AI: un esempio di organizzazione in cucina, non la fotografia di partecipanti agli studi.

È qui che, per me, la ricerca diventa interessante davvero: quando smette di essere un numero dentro uno studio e comincia a suggerirci come organizzare meglio un cambiamento nella vita quotidiana.

ACOORH e Wang hanno studiato l’uso dei pasti sostitutivi dentro programmi organizzati per la gestione del peso, e questa impostazione rende coerente la scelta di utilizzare anche nei percorsi Be4Eat due pasti sostituiti come parte di una strategia più ampia.

Perché due pasti organizzati possono togliere complessità proprio nei momenti della giornata in cui spesso mangiamo di corsa, improvvisiamo o arriviamo semplicemente troppo stanchi per pensare.

Ma il percorso continua proprio lì.

Con Be4Eat lavoriamo sull’educazione alimentare, su un’alimentazione sempre più orientata verso il vegetale, sulla spesa, sulla cucina concreta e sull’organizzazione dei pasti che rimangono.

Ci sono materiali, diario, incontri e soprattutto l’accompagnamento delle Guide, perché sapere che cosa sarebbe meglio fare è molto diverso dal riuscire a farlo martedì sera, con il lavoro alle spalle e una famiglia da mettere a tavola.

È questa combinazione che mi interessa.

Da una parte rendere più semplice una parte della giornata.

Dall’altra usare quel tempo per imparare a scegliere gli alimenti, cucinarli in modo che ti piacciano, organizzarti e costruire abitudini che abbiano un posto nella tua vita reale.

Se hai già provato tante volte da solo, forse conosci bene il problema: non ti manca necessariamente un’altra informazione.

Ti manca un modo concreto per mettere insieme le informazioni e trasformarle in azioni ripetibili.

I percorsi Be4Eat durano 10 o 70 giorni, sono a pagamento e comprendono prodotti, materiali, attività e accompagnamento.

Se vuoi capire come vengono utilizzati i due pasti sostituiti, che cosa succede durante il percorso, come lavoriamo sull’alimentazione, sulla cucina e sull’organizzazione quotidiana e quale ruolo hanno le Guide, contattami qui.

Voglio che tu possa conoscere il percorso per quello che è, capire come funziona e valutare se quella struttura può essere utile per il cambiamento che stai cercando.

Perché alla fine il punto non è fare bene per qualche giorno.

È riuscire a costruire qualcosa che stia in piedi nella tua vita.

Fonti per approfondire

Astbury NM et al. — A systematic review and meta-analysis of the effectiveness of meal replacements for weight loss. Obesity Reviews, 2019.

Halle M et al. — ACOORH, programma di stile di vita con formula meal replacement. European Journal of Clinical Nutrition, 2021.

Wang et al. — Studio su due pasti sostituiti al giorno e differente orario di assunzione. Endocrine, 2025.

Astbury NM et al. — DROPLET: programma di sostituzione totale della dieta nelle cure primarie. BMJ, 2018.

Astbury NM et al. — Follow-up DROPLET a tre anni. International Journal of Obesity, 2021.

Taheri S et al. — DIADEM-I: intervento intensivo e remissione del diabete di tipo 2. The Lancet Diabetes & Endocrinology, 2020.

Be4Eat — informazioni sui percorsi e contatto